venerdì, set 03, 2010
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VIOLENT SHIT 2 di Andreas Schnaas

Germania 1992. Dopo l’ecatombe svolta dal maniaco “Carl the butcher“, defunto nel primo episodio, ora tocca al figlio dover portare avanti la tradizione di famiglia. Difatti il rampollo, ovviamente chiamato “Carl the butcher Jr” in onore del padre, deve dimostrare alla sadica zia di essere degno della ferocia del padre defunto. Cosi’ si da il via ad una vera e propria strage, ai danni di povere ed ignare vittime che capitano sotto tiro al sadico e giovane maniaco.


Questo secondo capitolo raccoglie tutte le qualità del primo VIOLENT SHIT premendo ancora di piu’ sul pedale dello splatter. Questo lascia ben immaginare sino a che punto si è spinto Andreas Schnaas. Altro elemento evidenziato è il senso del grottesco, condito con blasfemia, situazioni al limite dell’erotismo di cattivo gusto e persino un tocco di incesto.

Gli omicidi, sempre piu’ efferati, diventano nuovamente la vera e propria motivazione dell’esistenza di questo film, visto che la trama non è altro che un mero pretesto, spaziando da decapitazioni ed evirazioni, sino ad arrivare a fellatio compiute con teste mozzate e molte altre amenità.

Ne abbiamo per tutti i gusti e, inoltre, durante i titoli di coda il gentilissimo Schnaas ci offre pure una carrellata di errori e retroscena avvenuti durante le riprese.

VIOLENT SHIT 2
non spicca di certo per innovazione o professionalità aggiunta nei confronti del primo, e anche il livello effettistico risulta, a tratti, al limite dell’amatoriale; ma almeno ha una buona inventiva  in fase di architettura degli omicidi e, soprattutto, trasuda di passione e sudore. Il che non può che farci apprezzare lo sforzo.

In coda trovate una interessante degustazione di quello che potete aspettarvi nel film.

Regia: Andreas Schnaas
Cast: Anke Prothmann, Andreas Schnaas


2 Comments

  1. esagerato ma godibilissimo! Un must per gli appassionati del gore ai limiti dell’amatoriale.

  2. Violent shit 2.

    Il mondo del cortometraggio contemporaneo tende, anche se spesso in maniera inconsapevole, a ritrarre un’intenzione sempre più vicina al cinema over risultando molto spesso manierismo. Peggio: ante- film.
    Io credo, poi per fortuna viviamo in un mondo dalle forti sembianze democratiche, che in una condizione underground ( dove l’over spesso si affaccia ) sono questi i film che si ricordano o che in qualche modo si ” sbirciano ” proprio perchè attraverso il loro fattore amatoriale hanno un’estetica, una volontà azzardata, un’azione che si personalizza in un’espressione che non passa solo attraverso l’interpretazione dei protagonisti ma anche attraverso la presenza ” palese ” del regista.

    Con osservanza, Donato Arcella.

 

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