giovedì, mag 17, 2012
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Festival Report: HALLOWEEN A TRIORA

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Triora.  La sua posizione geografica, le sue caratteristiche costruzioni, i suoi carruggi, e soprattutto la sua storia sono teatro ideale per le celebrazioni di Halloween. Conosciuta come la Salem d’italia (sebbene gli avvenimenti che la caratterizzano siano precedenti a quelli avvenuti a Salem),  la piccola cittadina richiama turisti e appassionati da ogni dove. Gli avvenimenti che hanno reso famosa Triora sono avvenuti nel 1588, in concomitanza con una carestia causata, manco a dirlo, da alcune donne che frequentavano il luogo più malfamato della città: la Cabotina (vedere foto sotto).

Sempiterni pregiudizi, ignoranza e benestare delle autorità dell’epoca hanno fatto si che si imputasse a queste donne il titolo di Strega.  Nel giro di poco tempo diciassette donne furono imprigionate e torturate, e siccome mal comune mezzo gaudio, le sfortunate indicarono quale loro complici altre donne del paese.

Tutt’oggi nel museo di Triora possiamo vedere i documenti dell’epoca, atti d’accusa, testimonianze, veri e propri dialoghi che ci mostrano una istantanea fotografia di quanto accadeva durante le torture, e ci fanno sentire l’odore del dolore causato dai tormenti a cui le streghe venivano sottoposte. Le streghe di Triora tra le altre cose avevano, secondo le accuse, l’abitudine di giocare tra gli alberi circostanti la cabotina, utilizzando come palla neonati sgraffignati alle madri dormienti.

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Storie, leggende, superstizioni, ma ritengo che a qualcuno piaccia credere che le streghe siano realmente esistite e che, ancora oggi, qualcuna di loro svolazzi su una scopa nel cielo di Triora. Lo sa bene Andrea Scibilia, il direttore artistico di Autunno Nero che ha fatto di Triora il luogo ideale del Gothic Festival tenutosi il 31 ottobre.

Le buone condizioni atmosferiche, essenziali per la riuscita del festival,  promettevano bene. I caldi colori autunnali, ancora più accentuati in montagna, facevano da cornice al paese in fermento.   Nel paese tutto e tutti sono coinvolti, volenti o nolenti, nella celebrazione di Halloween. Lo stesso Scibilia era impegnato nel posizionare le zucche che durante la notte avrebbero mostrato al visitatore il percorso da seguire, in un viaggio verso il passato, l’esoterismo, l’arcano.

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Del programma di Autunno Nero 2009 se ne è già parlato, e tema principale del gothic fest 2009 sono state  le Dark Tales. Per i più piccoli è stato divertente entrare nel mondo delle fate e incontrarne la regina cattiva. Ho effettuato un primo sopralluogo in mattinata: gli stand dell’Halloween market andavano a pieno regime, la casetta di marzapane e i laboratori  sono riusciti a coinvolgere i presenti, la Bottega dei Giocattoli dell’ Associazione Iannatampè intratteneva gli astanti  con i suoi spettacoli musicali, teatrali e con la giocoleria infuocata.  I profumi inondavano l’aria, le famiglie si guardavano in giro.

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Si sa che streghe, vampiri e mostriciattoli vari mettono fuori gli artigli al calar delle tenebre e in poche ore il centro storico è stato  letteralmente infestato da un covo di “brutte facce”.  Lungo la strada che dalla valle conduce a Triora (tutta in salita) zombie, streghe, preti e suore in processione  proseguivano verso il centro del paese.

Il teatro Alegre, in puro stile bunraku, ha proposto Marionette in cerca di manipolazione, presentando una visione della quotidianità  con disincanto ed un pizzico di crudeltà.  E’ opinione personale che le marionette siano tristi in ogni caso, prive di espressione, di suoni, di odori. Tanto più quando esse sono una metafora dell’uomo di oggi.  Non mancano ironia e sarcasmo, ma non ho nessun dubbio sul fatto che i creatori di questo spettacolo volessero lasciarci con l’amaro in bocca.

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Un altro evento da segnalare è l’esibizione dei Cellobassmetal. Il gruppo, formato dal violoncellista Mariano Dapor e dal contrabbassista Fabrizio Bruzzone, ha presentato brani tratti dalla saga di Harry Potter e alcuni brani dalle sonorità gothic-metal. Seguendo le orme degli Apocalyptica il duo esegue brani come Fear of Dark, Nothing Else Matters e The Unforgiven in chiave acustica, con violoncello e contrabbasso, e con qualche distorsione, riuscendo a riprodurre le strutture musicali del metal.

Continuando la perlustrazione, che ormai procedeva per tappe, ho ascoltato le opinioni della gente e l’ho osservata:  chi  assisteva ai vari spettacoli o proseguiva lungo i carruggi illuminati dalle zucche, chi si fermava al museo, altri si inerpicavano verso la rocca, una zombie -piuttosto credibile- si informava su quanto facesse paura, Joker serviva un moito a Frankenstein, alcuni si facevano truccare il viso, altri visitavano la cabotina. Gente di ogni età che si è divertita, per una sera, a liberare il maligno dentro di sé. Tutti in attesa del grande evento della serata: il concerto dei Leaves’ Eyes.
Il gruppo era  carico e divertito, luci posizionate, strumenti sistemati, tutto pronto ben prima dell’ora stabilita. Hanno sputato in faccia ad un pubblico entusiasta i brani del loro ultimo album e in chiusura hanno anche regalato al pubblico Froya’s Theme. Convincente il growl di Alex e anche la stupefacente performance di Liv Kristine. La cantante, infatti, ha tirato fuori una voce pulita, priva di alterazioni foniche -come invece era soggetta a fare fino a qualche tempo fa- dimostrando di avere capacità tecniche da mezzo soprano. Il loro Njord è piaciuto e nel complesso dimostra che il gruppo è in crescita.

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La notte delle streghe passa e il giorno dopo Triora è pervasa da tutt’altra atmosfera. Un sonnecchiante mercato,  qualcuno ancora truccato, Liv che fa la sua corsa mattutina … la gente cammina stancamente . Incontro Andrea Scibilia comprensibilmente esausto, ma altrettanto contento. Gli chiedo immediatamente i motivi per i quali non ha reso il gothic festival più marcatamente horror.  Mi spiega  che, sebbene le istituzioni lo abbiano lasciato solo in quest’avventura, forte restano i condizionamenti ai quali deve sottostare.

Accusato di aver portato troppa gente, di aver pubblicizzato troppo l’evento, ha creato come sempre in questi casi degli scontenti. La folla infatti è stata la caratteristica principale dell’evento e, benché sia stato creato un servizio di navetta dai comuni circostanti, questo non è stato sufficientemente adeguato alle presenze. A parte queste problematiche, indipendenti dalla sua volontà, Scibilia si ritiene contento e  le rappresentazioni  hanno riscosso il consenso dei presenti. Scopo primario del direttore artistico è proprio di presentare eventi esclusivi, unici, in anteprima.

Andrea Scibilia

Da qui la decisione di chiamare i Leaves’ Eyes in Italia per la prima volta. Mi spiega quali sono state le difficoltà nell’organizzare il gothic fest, e di Autunno Nero in generale. A tal proposito gli pongo la domanda che  mi rimbalza nella testa da quando ho visto il programma di autunno nero: quest’anno non è presente nessuna rappresentazione cinematografica horror, il cinema è stato messo da parte. Quando gli chiedo il motivo di tale scelta mi da una risposta secca che mi lascia senza parole … o quasi: “Qui non va”.  Sinceramente non capisco.

Non mi sembra che Autunno Nero sia creato per accontentare la gente del posto, gli eventi hanno richiamato gente da tutte le parti, e una rappresentazione cinematografica avrebbe soddisfatto le richieste di tale pubblico e non della gente del posto.  “Ci ho provato ma proprio non funziona” dice.  In un periodo in cui ogni festival cinematografico horror, riscuote successo, in un periodo in cui le sale cinematografiche ci stanno presentando dei piccoli gioielli, nel territorio ligure in questione il cinema di genere non va. E’ come se in quella zona fosse necessario un predicatore che diffonda il verbo, che converta gli spettatori, che faccia conoscere il cinema horror alla gente.

Scibilia mi dice che determinati film non arrivano nemmeno nei cinema dei paeselli limitrofi. Procedendo in questi termini “confessa” di volersi staccare dai condizionamenti istituzionali e non, di accrescere la sua indipendenza decisionale, di rendere Halloween a Triora più marcatamente gotico.

Soddisfatta qualche altra curiosità personale, saluto Andrea,  con la speranza che i progetti dell’associazione Autunno Nero possano realizzarsi come vorrebbe. Nel mentre gli facciamo i complimenti per i notevoli sforzi compiuti.


 

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