giovedì, mag 17, 2012
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TROLL 2 di Drago Floyd (Claudio Fragasso)

Il piccolo Joshua sta per partire assieme alla sua famiglia, per una vacanza di un mese in un piccolo paese di campagna di nome Nilbog. I quattro [padre, madre, figlia e figlio], abituati ai frenetici ritmi della città, vanno a prendere il posto di una famiglia del luogo per distendersi e riscoprire la qualità autentica della vita contadina. Almeno questo è il piano dei coniugi Waits.

Proprio la notte prima di partire, però, il piccolo Joshua assiste all’apparizione spiritica di suo nonno Seth che ritorna dall’oltretomba per metterlo in guardia, attraverso una fiaba macabra, dell’esistenza reale dei troll e delle loro pericolosissime abitudini alimentari. Pericolose per gli uomini …

Pare, infatti, che i folletti siano di indole vegetariana e che aborriscano la carne, il grasso e tutti i derivati, ma che facciano volentieri eccezione per la carne umana, debitamente trasformata in un ibrido umano-vegetale tramite verdissimi intrugli-manicaretti da far trangugiare all’uomo di turno.

Il giovane cerca di mettere al corrente dell’apparizione i genitori, ma i suoi non danno troppo peso alla cosa, dando la colpa dell’accaduto al troppo stress. La lunga vacanza sistemerà anche questo!

La famigliola parte, ma non finisce qui. Nonno Seth, infatti, torna ad apparire in autostrada, e anche questa volta è visibile solo al bambino. Ancora una volta il vecchio intima ai suoi cari di tornare subito indietro: il paese verso cui stanno viaggiando è in realtà un covo di folletti [ma va? Davvero NILBOG ha qualcosa a che fare con GOBLIN?] che hanno intenzione di banchettare con la felice famiglia americana.

Da questo momento in poi si vedranno cose davvero eccezionali. Premettiamo che Troll 2 è stato per anni presente nell’elenco dei 100 Bottom Films dell’Internet Movie Database: praticamente uno dei film più brutti di tutti i tempi. Ma non è di fronte ad un brutto film che ci troviamo, a nostro parere.

Le creature raffazzonate che danno a malapena l’idea di pupazzo (e che tornano all’infinito nel film per motivi di budget), l’idea di trasformare gli uomini in ibridi uomo-pianta (con la straordinaria conseguenza che gli ettolitri di liquidi corporei che vedremo scorrere durante il film non saranno rossi ma verdi), il fatto che il trolls possano prendere forma umana (ma solo conservando sul viso una screpolatura simile al vaiolo), il fatto che pur di non fare ingoiare ai protagonisti il cibo venefico il regista collassi il film in interminabili attese di una svolta … beh, tutto questo non è brutto, è straordinariamente trash.

Per non parlare dei dialoghi, che sembrano scritti solo per occupare pagine di script, e dei monologhi assurdi, su cui svetta senza dubbio quello del troll-pastore rivolto alla sua bella comunità di vegetariani.

Il film non è, come farebbe pensare il titolo, un seguito del Troll di John Carl Buechler, ma un sequel apocrifo firmato da due italiani: Claudio Fragasso alla regia e Rossella Drudi alla sceneggiatura. Il tutto architettato dalla Filmirage, esperta produttrice di seguiti apocrifi [film miraggi, appunto] che ha dato alla luce film come La casa 3, La casa 4 e La casa 5.

Di certo seguire con serietà le evoluzioni drammaturgiche di Troll 2 non è umanamente possibile, ma come farci caso distratti come siamo da quest’atmosfera tardo adolescenziale anni ’90, da una brutta megera madre di tutti i trolls e discendente degli antichi druidi (che grazie al “Signore della Pietra Magica” si trasforma in una sexy dark lady spacciatrice di pop corn), e da tante altre perle weird di gran classe?

Insospettabili sottotrame di polemica culinaria sull’insolubile scontro tra carnivori e vegetariani è quanto di più sociale si riesce a vedere nel film, ma è un alibi inutile. Avvicinarsi ad un titolo del genere non richiede farle pretese autoriali.

VOTO: 4/10

Regia: Claudio Fragasso
Sceneggiatura:
Rossella Drudi
Con:
Michael Stephenson, Connie McFarland, George Hardy, Margo Prey, Robert Ormsby
Italia, 1990


 

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