giovedì, mag 17, 2012
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L’ULTIMO TRENO DELLA NOTTE di Aldo Lado

Lisa si trova dalla cugina Margaret in Germania, per portare avanti i suoi studi. Sopraggiunte le festività natalizie, le due ragazze decidono di tornare in Italia con un treno notturno, il Monaco-Verona. Due bruti, in seguito a una rapina e un rocambolesco inseguimento, finiscono sul medesimo treno. È l’inizio di un incubo che durerà  tutta una lunga notte.

Mentre il treno sfreccia lungo il confine, i due figuri non tengono a bada la loro sfacciataggine e propensione alla violenza, infastidendo i passeggeri in un crescendo che non può che portare verso un bagno di sangue. Il treno viene fermato a Innsbruck per un controllo della polizia e le due ragazze decidono di cambiare treno, ma un destino beffardo sembra seguirle visto che anche i due delinquenti si ritrovano nello stesso treno. E la notte continua …


Aldo Lado
confeziona un pugno nello stomaco, strizzando l’occhio a L’ULTIMA CASA A SINISTRA di Wes Craven in maniera spudorata, ma abbellendo la scena di una componente bizzarra totalmente assente nel gemello americano. Infarcisce, infatti, i vagoni di personaggi bislacchi come una ricca signora ninfomane, rumorosi filo-nazisti o voyeur con occhiali da sole in piena notte. Spegne le luci ed enfatizza in un blu notte gli sguardi terrorizzati delle protagoniste.

Sofferenza efficacemente intervallata dalle scene di cenone natalizio dei genitori di Lisa, ignari dell’incubo in cui sono immerse figlia e nipote. L’erotismo mostrato più che sussurrato viene inesorabilmente cancellato dalla violenza che inonda i corpi, spazzandone via la dignità e tratteggiando la follia umana sino agli estremi. La perdita della verginità di Lisa avviene con un coltello, quale simbolo migliore (peggiore) della perdita dell’innocenza?

Ennio Morricone accompagna questa corsa verso la morte, sia con semplici momenti atmosferici che con una nenia di armonica a bocca che vi resterà in testa tanto è agghiacciante. L’ULTIMO TRENO DELLA NOTTE racconta un’Italia brutale, così descritta da molte altre pellicole degli anni ’70, una terra dove i buoni si confondono con i cattivi e l’oscurità avvolge anime disperate. Un cult.

VOTO: 7.5/10

Regia: Aldo Lado
Cast: Flavio Bucci, Irene Miracle, Macha Méril, Marina Berti
Montaggio: Alberto Galliti
Musiche: Ennio Morricone
Italia, 1975


 

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